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Proporre e costruire
Zentropa
(traduzione) Si rimprovera spesso alle aree contestatarie e radicali di compiacersi nella postura della critica e della denuncia senza produrre nessun contenuto positivo suscettibile di sostituire quello che é, spesso vigorosamente, rimesso in causa. Quest’analisi ricorrente non é priva di ogni fondamento. In effetti, i movimenti radicali si posizionano spesso nella prospettiva delle lotte piu’ urgenti, nella necessità dell’azione immediatamente reattiva di fronte ai pericoli piu’ evidenti e piu’ pressanti. Cosi’, di fronte all’ampiezza dei disastri moderni e alla prossimità dei ribaltamenti catastrofici, cercano spesso di “far fronte all’urgenza” denunciando i mali piu’ visibili che uccidono a poco a poco popoli e nazioni e combattendo i loro sintomi piu’ mortiferi. Il miglior esempio di questo posizionamento d’urgenza é oggi senza dubbio la lotta contro l’immigrazione che occupa un posto primordiale nelle preoccupazioni dei militanti identitari. Questo atteggiamento non é condannabile ma anzi assolutamente degno e senza dubbio indispensabile a condizione che sia una parte dell’azione politica e non il suo scopo. E’ assolutamente necessario, per ottenere credibilità e rappresentare una vera alternativa, associare a questo attivismo dell’urgenza una riflessione approfondita e globale delle problematiche legate al tempo e delle loro cause profonde, accompagnata da un lavoro costante di proposte e di realizzazioni, anche modeste, che incarnano concretamente, carnalmente, fisicamente, visibilmente la possibilità dell’esistenza “di qualcos’altro”, di “un’altra via”, di un altro “modo di vivere”, di un’altro “rapporto al mondo”. Questo lavoro imperioso e essenziale dev’essere condotto a tutti i livelli e in tutti i campi. Non é semplice, ma nessuna grande azione lo é. Il primo, e sicuramente il principale,
campo d’azione di quest’opera consiste in se stessi. Se colui che (e saranno sempre piu’ numerosi) é disgustato dal materialismo deificato e dalla bruttezza cosmopolita della società moderna trova nella nostra area gli stessi atteggiamenti (egoismo, egocentrismo, presunzione), lo stesso linguaggio (volgarità, lingua martirizzata ridotta a 50 parole), le stesse facilità (menzogne, mitomania, deresponsabilizzazione), le stesse vigliaccherie (maldicenze, gelosia, rifiuto dei meriti altrui…) e le stesse sporche abitudini (droga, infedeltà, promiscuità sessuale) che troviamo dappertutto, rimarrà poco tempo e se ne andrà, convinto del fatto che “ormai tutto é fottuto”, verso la tristezza e la noia depressiva moderna. Quale senso reale e profondo puo’ avere, per esempio, la lotta contro i soprusi delle bande etniche se, tra canne, musica MTV, look americanizzato prescritto dalla moda mercantile del momento e divertimenti idioti, noi stessi viviamo come qualunque esponente della feccia esotica proveniente dalle periferie acculturate? La prima realizzazione militante é essere se stessi la “proposta” di un modello chiaramente diverso da quello vomitato a getto continuo dal sistema, é inacarnare giorno dopo giorno un “esempio” (ancora una volta “l’esemplarità” non é la perfezione, che non é su questa Terra, né l’assenza di difetti o di debolezze, che é un’utopia, ma una “tensione” permanente verso la coerenza e uno sforzo continuo verso il miglioramento personale). Certamente, essere un po’ piu’ gentili della media, un po’ piu’ onesti, un po’ piu’ generosi, un po’ piu’ cortesi e corretti con le ragazze, un po’ piu’ devoti, un po’ piu’ ospitali, un po’ piu’ fedeli e credenti, un po’ piu’ eleganti, un po’ piu’ servizievoli, un po’ piu’ umili, un po’ piu’ resistenti ai propri istinti…tutto cio’ é molto meno sfavillante e romantico delle chimere di “reconquista” con le baionette pronte, gli appelli tanto fumosi quanto pomposi alla “grande sera” e i penegirici di fine nottata nei retri dei bar… E’ comunque sicuramente il primo e il piu’ importante atto rivoluzionario. Cio’ che genera il sostrato umano sul quale possiamo solidamente e stabilmente costruire. La base indispensabile a tutte le realizzazioni future. Senza questa condizione, le azioni condotte come eventuali vittorie saranno solo effimere e circonstanziali. Costruite sulla sabbia… |